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Canoni di bellezza: come sono cambiati e come adeguarsi? ma dobbiamo adeguarci?

02/21/2017

 

Ho trovato questo interessante articolo che parla dei canoni di bellezza, e che fa riflettere:

 

“Non esiste una definizione univoca della bellezza: bello è qualcosa che attrae, che colpisce, che spinge a soffermare lo sguardo senza reprimere un senso di meraviglia, addirittura di estasi.

Definire la bellezza in tutte le sue infinite sfaccettature é quasi impossibile, ma un dato é assolutamente inconfutabile: la bellezza è qualcosa che genera piacere in chi la possiede e in chi la osserva.

Da sempre le donne hanno desiderato essere belle, ma di certo mai come oggi.

Nella società odierna, infatti, si è affermato un vero e proprio culto del corpo e la bellezza esteriore sembra essere più importante delle qualità morali ed intellettive: una vera e propria ossessione, un obiettivo da raggiungere a tutti i costi, ricorrendo, se necessario, a lifting, ritocchi vari, fino a veri e propri interventi chirurgici per assottigliare alcune parti o riempirne altre.

Ma il mito della bellezza non è certo una prerogativa esclusiva della nostra epoca, se oltre un secolo e mezzo fa il filosofo francese Paul Valéry affermava: “Definire il bello è facile: è ciò che fa disperare”.

Raggiungere e mantenere la tanto agognata bellezza, infatti, è spesso una lotta disperata: è per questo che a volte essere belli significa anche essere disperati.

L’ideale corporeo è spesso innaturale e quindi difficile da raggiungere; nel corso della storia le donne si sono dovute sacrificare ed hanno sofferto per raggiungerlo.

Da sempre esse sono intervenute sul proprio corpo in modo anche violento, sottoponendosi a vere e proprie torture pur di rientrare nei modelli estetici del momento: dai busti di stecche di balena, usati dalle donne del Settecento e Ottocento per strizzarsi le membra fino a spezzarsi le costole pur di avere un vitino di vespa, ai vertiginosi tacchi a spillo di epoca più recente indossati per rendere le gambe più lunghe e slanciate.

Fin dall’antichità la bellezza femminile è stata valutata e misurata sulla base di un modello estetico di riferimento, riconosciuto dalla società in un determinato contesto storico, sociale ed economico.

Dal modello ideale vengono desunti i canoni estetici, cioè le caratteristiche tipiche della bellezza: più una donna si avvicina a quei parametri, più è considerata bella.

Ogni popolo, nel corso della storia, ha definito la bellezza secondo i canoni della propria cultura e ha sempre avuto la pretesa di fissare un criterio di bellezza riconosciuto a livello universale, ma questo inevitabilmente è sempre mutato nel volgere dei tempi.

L’ideale estetico è frutto di costruzioni socioculturali, in quanto è modellato e plasmato dalla società e dalla cultura del momento e, come tale, è soggetto a mutare in relazione al mutare delle mode, dei costumi e delle consuetudini “.  (Fonti: https://alicecarolidotcom.wordpress.com/la-mia-tesi/).

 

Mi piacerebbe conoscere la vostra opinione al riguardo, soprattutto sapere cosa siete disposte a fare pur di mantenere la bellezza nel tempo o pur di raggiungerla. Io personalmente sostengo che la bellezza sia una questione personale e rifletta la nostra anima: più essa è ricca di contenuti, più fa trasparire bellezza e armonia; al contrario più l’anima è vuota, sofferente, priva di amore, e più la nostra esteriorità appare grigia, stanca e appassita. Allora che fare per tirar fuori la bellezza che già c’è in ognuna di noi? Prima ancora di ricorrere a qualche “aiutino” esterno, che serve solo parzialmente a tirarla fuori? Scrivetemi e ditemi cosa ne pensate.

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